Atltonatiuh

06. Riproduzione Pietra del Sole Azteca | Atl Tonatiuh

Finalmente dopo tante problematiche di varia natura, tra cui il caldo che influisce negativamente sulla lavorazione della pasta, sono riuscito ad ultimare Atl Tonatiuh, ovvero il Quarto Sole. Sono arrivato alla conclusione che sarebbe stato meglio se avessi utilizzato un’altro tipo di pasta per realizzare questo modello così complesso. La cera in uso dagli odontotecnici per esempio, oltre ad avere un punto di fusione maggiore che va da 80 a 110°C, può essere lavorata con strumenti come frese e trapani ed è di gran lunga più idonea al tipo di lavorazione. La pasta che sto usando invece fonde intorno i 45/50°C  e considerando che vivo in Calabria, dove ci sono giornate che arrivano a 40° all’ombra, si può dire che la cosa mi sta dando non pochi problemi.

Atl Tonatiuh, così come viene raffigurato nella Pietra del Sole, presenta notevoli differenze dagli altri manufatti che lo raffigurano . Per non incorrere in errori di interpretazione, sto usando la stupenda riproduzione realizzata da alcuni studiosi del monolito Azteco, che oltre a riprenderne le forme, riprendono i suoi colori originali. Nell’immagine sottostante il giallo non va considerato come una colorazione, ma più semplicemente, rappresenta la pietra di basalto, di cui è fatto il monolito. Il basalto infatti, assume un aspetto microcristallino e vetroso probabilmente a causa del silice, è questa composizione gli conferisce un aspetto brillante quando viene irradiato dalla luce del sole.

Ritornando ad Atl Tonatiuth, il Sole dell’Acqua, si può chiaramente vedere ,dalle braccia ondulate e dalla “fascia” attorno al capo, che esso è fatto appunto di acqua.

In questa versione risalente al 1500 circa (foto a sinistra), Atonatiuh viene raffigurato con due braccia anziché quattro, inoltre il piumaggio, se di piume si tratta, è collocato nella zona posteriore del capo anziché anteriore.

Il viso, è un viso umano e non presenta lunghi canini, come invece rappresenta la versione del monolito. Ha però un ornamento nasale che richiama il naso della versione più antica e su di esso sembrano esserci denti. Grazie a questa immagine, sono riuscito a vedere la forma delle mani che è rimasta immutata e che sono inesistenti nella versione del monolito.

Insomma, come per ogni messaggio simbolico che si rispetti, i simboli se non capiti vengono eliminati o variati secondo le proprie conoscenze, questo generalmente accade perché chi compone queste opere, non lascia nulla al caso.

P.D. Ouspensky riguardo ai simboli, alla loro importanza ed al modo in cui essi venivano utilizzati nel passato disse: 

“I simboli, con ogni evidenza, non sono fatti per tradurre quelle che siamo soliti definire ‘verità scientifiche’; restano elastici, vaghi ed ambigui per natura, come le sentenze degli oracoli, in quanto la loro funzione essenziale consiste nello svelare i misteri, lasciando allo spirito tutta la sua libertà. Sotto questo aspetto c’è un abisso fra il simbolo e il dogma. Quest’ultimo si presta all’indottrinamento tirannico; è lo strumento di una disciplina intellettuale rigida ed assoluta, come la intendono le chiese, le scuole e le sette. Il simbolo invece favorisce l’indipendenza a scapito delle ortodossie dispotistiche; non c’è da stupirsi perciò che tutte le iniziazioni ne abbiano fatto uso, in quanto esso soltanto permette di sottrarsi alla schiavitù delle parole e delle formule, per giungere al reale affrancamento del pensiero.

 

Tornando alla ricostruzione, il risultato lo si può osservare nelle foto in basso. Manca solo qualche piccolissimo dettaglio, che aggiungerò solo nelle ultime fasi.

Come si può notare dalle ultime foto, ho iniziato la “mano” di Tonatiuh che sarà l’argomento del prossimo articolo. Colgo l’occasione per ringraziare tutti gli interessati, che crescono di giorno in giorno, anche se dal numero commenti non si direbbe.

 

 

 

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